Il rituale funebre in Giappone (日本 の お 葬 式)

Scopri tutte le fasi del rituale funebre giapponese e il significato del Bon Odori nella cultura nipponica.

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Il Giappone é una terra affascinante, con una cultura diversa, complessa e piena di rituali tutti da scoprire. Oggi parleremo del rituale Funebre in Giappone. Uno dei rituali più sorprendenti e impressionanti che un Occidentale può vivere in Giappone è quello funebre. Trovarsi nel bel mezzo di un rituale funebre é abbastanza raro, pero ti spiegheremo come funziona.

Nonostante la maggior parte dei giapponesi professino allo stesso modo buddismo e shintoismo (shintoismo piú per le funzioni della vita quotidiana e il buddismo preferito per le funzioni della morte), quando si tratta di dire addio ai propri cari, è la religione buddhista che prevale negli ultimi addii.

Le 3 fasi del rituale funebre giapponese

Per chi é venuto a contatto con la cultura giapponese avrá notato che molti rituali sono suddivisi in diverse fasi. Quello del rituale funerario non fa eccezione. La prima é la veglia – o l’accompagnamento del corpo del defunto – seguito dalla cremazione. Prima che la bara sia chiusa, i familiari ‘’donano’’ alcuni oggetti cari al defunto.

La familgia partecipa alla cremazione in maniera attiva. Alla fine del processo crematorio si raccolgono le ossa del defunto con delle bacchette. Si inizia dal raccogliere prima le ossa dei piedi, cosicché il corpo non sia posizionato a testa in giú dentro l’ urna. I membri della famiglia effettuano questa operazione contemporaneamente. Questo spiega perché quando due persone raccolgono del cibo con le bacchette allo stesso tempo, ritraggono le bacchette immediatamente.

Dopo la cremazione segue una Cerimonia d’addio che é celebrata solo tra i familiari piú intimi. L’ ultima tappa del rituale si puó in qualche modo considerare il Bon Odori (盆 踊 り) o Festa dei morti.

Che cos´é il Bon Odori?

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Bon Odori

Il Bon Odori è senza dubbio una delle principali festività del calendario giapponese, che si svolge ogni anno a metà agosto e serve ad accogliere nuovamente le anime dei propri cari che non ci sono più.

Secondo la tradizione, il primogenito della famiglia è colui che deve svolgere l’organizzazione del funerale, compreso il lavaggio e il rivestimento del corpo del defunto. (In questo caso devi stare molto attento quando si tratta di mettere il Kimono al defunto, dipendendo da come lo allacci significa che si é lasciato il mondo dei viventi oppure no. In questo caso viene allacciato da destra a sinistra, il contrario della vita.)

Il “Butsudan” (仏 壇) é invece l´altare della persona scomparsa, é composto da numerosi oggetti tra cui una fotografia del defunto. Il Butsudan é parte integrante della veglia.

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Butsudan

Anticamente la cerimonia veniva interamente celebrata in casa, oggi peró non é piú cosi. E´buona norma regalare del denaro alla famiglia del defunto, come donazione per contribuire alle spese di sepoltura.

Contrariamente a quanto accade in Occidente, dove la morte è temuta e nascosta, in Giappone (e in gran parte dell’Asia) l’accettazione generale della transitorietà della vita stessa facilita una visione più pratica e naturale del passaggio all’Aldilà. Un aspetto certamente interessante.

Al giorno d’oggi, nelle città è sempre piú raro poter vedere una sepoltura alla vecchia maniera, dove il nome del defunto viene ripetutamente annunciato dai megafoni pubblici della città, dove i parenti più vicini raccolgono le ossa del defunto – dopo l’incenerimento – o dove uomini e donne accompagnano la processione funebre in un ordine rigoroso sulla strada per il cimitero.

L’ “honzen ryori” (本 膳 料理), il tipico pasto del banchetto funebre composto principalmente da riso, zuppa e sottaceti non manca mai sul tavolo, é parte del rituale funerario giapponese.

Tutto questo e molto di piú é il Giappone.